Santuario Madonna delle Grazie PDF Stampa E-mail

Per il viaggiatore che transita sulla Provinciale N.12 “della Regina”, proveniente da Padova in direzione Villafranca, poco prima del centro abitato, trova alla sua sinistra una strada denominata “Via Madonna” che porta direttamente al Santuario della Madonna delle Grazie.
La chiesa, costruita sul luogo dell’apparizione avvenuta nel 1479, è di linee semplici e molto elegante delle proporzioni.

 

 

Adiacente al suo fianco destro sorge il chiostro, edificato in epoca più recente, all’interno del quale si trova un ciclo di affreschi che rappresenta la vita della Madonna negli episodi narrati dagli Evangelisti.

 

 

Alla sua sinistra invece svetta il campanile quasi a custodia dei Sacri luoghi.
A dimostrazione della vitalità di questo centro di spiritualità e preghiera è stata recentemente realizzata una “Via Crucis”, all’interno di un ampio spazio verde che fa da cornice alle quattordici stazioni scolpite su massi di marmo del Cansiglio.

 


 

Chiesa
Il Santuario fu eretto a seguito della prodigiosa apparizione della Vergine ad una fanciulla. Il fatto è descritto in un documento del 27 Agosto 1479 a firma del vescovo di Padova Jacopo Zeno, il quale approvò l’apparizione e autorizzò la costruzione della chiesa. Si narra che la Vergine Maria sia apparsa ad una fanciulla muta dalla nascita concedendole la facoltà di parlare e chiedendo la costruzione di un luogo di preghiera (una cappella od una chiesa). Di fronte al miracolo, tutti si arresero alla veridicità dell’apparizione.
Il visitatore che entra nel Santuario passa per il portale in pietra di Nanto, di gusto lombardesco, con architrave sormontato da un arco, decorato alla base da due palmette ed alla sommità da uno stemma. All’interno dell’arco presente un mosaico che raffigura la Beata Vergine con il Bambino circondata dagli Angeli.

 

 

Il Tempio è a navata unica. Le linee semplici e le nude capriate lignee si contrappongono con valido risultato alla solennità del presbiterio e dell’altare maggiore, sormontato da un’imponente dorsale.
Dai suoi fianchi si scende nella cripta dell’antico altare dell’Apparizione.

 

 

Sui due lati della navata sono presenti quattro altari votivi dedicati rispettivamente a S. Carlo, ai SS. Pietro e Paolo, all’Annunciazione (anticamente era l’altare di S. Valentino) ed a S. Sebastiano e S. Bellino. Ai lati del dorsale invece sono presenti altri due piccoli altari dedicati a S. Antonio ed a S. Gaetano.
L’arco trionfale è affrescato con la scena dell’Annunciazione a Maria.
La volta del presbiterio è dipinta con le figure dei dodici apostoli; più sotto i quattro Santi Patroni di Padova: Ss. Prosdocimo, Giustina, Daniele e Antonio. Internamente all’arco trionfale sono rappresentate le tre Virtù Teologali: Fede Speranza e Carità.

 

 

Pur nel loro decoroso livello artistico gli affreschi, fatti per raccontare ai fedeli, nei particolari, le vicende connesse all’apparizione e alla consacrazione della chiesa, hanno la semplicità limpida ed efficace della pittura popolare.

Sono infatti rappresentate l’apparizione della Vergine alla bambina muta, l’inizio della costruzione della chiesa da parte dei Vescovi De Santi e Zabarella, la consacrazione della chiesa da parte di quest’ultimo nonché le monache di S. Agata e S. Cecilia in atto di prendere possesso del Santuario.
Si possono inoltre osservare scene di preghiera alla Madonna da parte di semplici persone tra cui infermi e spose trepidanti per i rischi della maternità.
Curiosa invece una scena che invita i fedeli a liberarsi dall’egoismo grazie alla Madonna madre dell’Amore: un massaro avido di denaro, tenta invano di smuovere dei buoi acquistati con le offerte della chiesa.

 

 

Il chiostro
Ad esemplare coronamento della vocazione di spiritualità di questo luogo, in epoca molto più recente, su iniziativa del Parroco Rettore Don Fernando Zuliani, è stato realizzato il chiostro per dare possibilità alla comunità di organizzare ritiri, incontri e dialoghi spirituali.

 

 

Nel Marzo 1988 il Vescovo Filippo Franceschi benediva la prima pietra e dopo solo quattro mesi ci fu la festa di inaugurazione da parte di Mons. Magarotto in sostituzione del Vescovo ammalato.
Il chiostro è un piccolo gioiello d’arte, di quella francescana povera ed umile che parla più direttamente al cuore.
Il gioco delle luci creato dagli spazi e dalle colonne, il calore dei materiali semplici e lo spazio verde centrale con la fontana di acqua sorgiva invitano al dialogo con Dio ed i fratelli.

 

 

Menzione particolare va inoltre attribuita agli affreschi del chiostro in cui si riconosce un forte influsso di stile bizantino. Infatti l’artista è il pittore rumeno Michail Ivanov che aveva appreso la difficile arte dell’affresco presso la Scuola d’Arte promossa dalla chiesa Ortodossa di Bucarest.
Egli negli affreschi eseguiti nel Chiostro del Santuario, rappresenta la storia di Cristo, di Maria e della Chiesa.

 

 

Si avverte uno stile fluido per i contorni delle figure umane e degli oggetti ed una maggiore libertà nei colori rispetto allo schema classico bizantino: si può quindi attribuire ad Ivanov uno stile neobizantino. Particolare attenzione viene inoltre data ai personaggi grazie all’attenta rappresentazione delle espressioni dei volti e della gestualità delle mani.
Il contatto tra i personaggi dipinti e l’osservatore è emozionante, coinvolgente; lo sfondo che riguarda l’ambiente e la prospettiva che è rivolta al pubblico, lo catturano estasiato.
E’ lo sviluppo di un eccezionale mezzo per trasmettere un messaggio religioso e sacro.
Si possono così ammirare: la nascita di Maria, l’annunciazione, la visitazione, la nascità di Gesù, la presentazione al tempio, la fuga in Egitto, Gesù tra i dottori del tempio, le nozze di Cana, i parenti di Gesù, l’ultima cena, la crocifissione e la discesa dello Spirito Santo.

Sono inoltre rappresentati nello stile iconografico bizantino i Santi della Diocesi di Padova: S. Prosdocimo, S. Massimo, S. Giustina, S. Fidenzio, S. Daniele, S. Venanzio Fortunato, S. Gregorio Barbarigo, S. Bellino, S. Antonio, B. Elisabetta Vendramini, S. Pio X e S. Leopoldo Mandic.

 

 

La Via Crucis
Particolare importanza acquista la Via Crucis accanto al Santuario e benedetta dal Vescovo Antonio Mattiazzo il 25 Maggio 1999.

 

 

Con questa ulteriore opera si è voluto aiutare i pellegrini a “fissare lo sguardo” su Cristo Salvatore con la stessa intensità che ha animato i primi cristiani a percorrere devotamente con Maria le tappe della Passione di Gesù.
Nel progetto qui realizzato ogni stazione si presenta raccolta come in una nicchia naturale, ambientata con piante particolari che hanno un rapporto con la scultura stessa: così si ha di volta in volta una sorpresa.


 

Le sculture sono opera dell’artista Franco Fiatane di Belluno, scolpite su massi di marmo del Cansiglio.
Lo spazio aperto delimitato da riporto di terra e dalle piante costituisce una barriera visiva e favorisce il raccoglimento e la meditazione. Al centro emerge, su un rialzo, l’altare per le celebrazioni ed il Cristo Risorto segno di speranza e sorgente di vita.

 

 

 

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