| Amministrativo 2008/2009 |
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| Scritto da touring |
| Domenica 19 Ottobre 2008 14:33 |
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CONSIGLIO PASTORALE PARROCCHIALE Relazione Incontro del 12.10.08
Introduzione di Don Franco Canton La missione o l’obiettivo che un C.P.P. dovrebbe darsi è quello di essere “Cristiani per il bene comune”.
Il bene comune è l’insieme delle condizioni che permettono a una comunità, e ai suoi singoli membri, di raggiungere più velocemente l’obiettivo che è la propria realizzazione. Questo vale per tutti i tipi di società: quella civile e anche quella della Chiesa perché la Chiesa è una società anche umana. Sappiamo noi cristiani creare queste condizioni? Alcune condizioni sono essenziali affinché possiamo ritenerci una comunità cristiana.
Se la comunità cristiana è solo una aggregazione di persone e non annuncia, cioè non fa incontrare la parola di Dio, non è vera comunità cristiana.
Chiesa = icona della Trinità
Nel Vangelo di Giovanni troviamo descritte una sequenza di azioni compiute da Gesù che ben esprimono le azioni che la Chiesa dovrebbe fare: - si mise a tavola - si alzò da tavola (non ci si isola, ma si va verso …) - depose le vesti (cambiare la nostra mentalità; esige che ci “sporchiamo” le mani) - lavò i piedi (azione umiliante, ma anche tenera; aiuta il prossimo a rialzarsi) - si sedette di nuovo a tavola (il cristiano ha bisogno di alimentarsi continuamente della parola di Dio) Qui si vede il cammino della comunità cristiana. C’è bisogno di amicizia, di conoscersi, ma di fare anche un servizio e poi c’è il bisogno di ritrovarsi nuovamente e di nutrirsi. Dentro questo contesto si inserisce l’esperienza dei cristiani. Deve esserci uno stile per camminare insieme e per fare un servizio.
Servizio non è rispondere alla domanda di qualcuno che chiede un aiuto, un favore, ma è creare le condizioni perché io cristiano senta il bisogno di fare un servizio; perché io cristiano mi accorga delle necessità della comunità.
RISULTATI DELLA VERIFICA DEL C.P.P. DI VILLAFRANCA Opinioni emerse dai gruppi di studio 1) Parola di Dio e vita spirituale Un cammino fondamentale è la formazione: - per tutti l’incontro privilegiato con la parola di Dio deve essere la messa domenicale; - lectio divina: la scuola della Parola da tutti ritenuta un’esperienza forte, positiva, da riproporre; - ogni gruppo dovrebbe coltivare un proprio cammino di crescita spirituale; - aspetto personale: ogni cristiano può trovare momenti di preghiera personale, in famiglia o anche esperienze spirituali esterne alla parrocchia (diocesi, vicariato, …);
2) Attuazione della Chiesa-Comunione nel CPP - sarebbe utile un allargamento del CPP ai responsabili dei vari gruppi operanti nella parrocchia; - anche la Presidenza del CPP, che tra l’altro dovrà essere rinnovata, potrebbe essere allargata ad operatori dei gruppi; - bisognerebbe dare più spazio a tutti quelli che collaborano, specialmente ai nuovi partecipanti; - individuare dei momenti di scambio e conoscenza delle attività dei vari gruppi; una maggiore conoscenza, favorisce la stima tra i membri e di conseguenza la considerazione ed il rispetto per le attività degli altri gruppi; - finora non c’è stata collaborazione tra i gruppi né tra i responsabili delle 5 commissioni costituite e i rispettivi gruppi di riferimento.
3) Servizio del CPP nei confronti della Parrocchia Ho chiaro quali sono gli obiettivi del CPP? I membri dell’attuale CPP rispondono di sì. Le 5 Commissioni hanno lavorato bene? Le Commissioni hanno elaborato dei progetti, ma non c’è stato seguito. La Commissione per la Past. dei Giovani non ha individuato neppure le persone che potevano attuarle; la Commissione per la Past. Adulti e famiglie non ha proseguito i lavori; la Commissione per l’Iniziazione cristiana ha preparato un progetto, contattato la responsabile Catechisti, ma non gli animatori ACR e non c’è stato seguito; solo la Commissione Caritas, superato un periodo di “stallo”, ha iniziato concretamente una fase di formazione e poi di lavoro. E’ evidente che è necessario cambiare la metodologia.
Le Commissioni (composte da membri del CPP e di nuovo da operatori dei gruppi) preparano un progetto (che può essere anche fatto da obiettivi raggiungibili in più anni), quindi un programma pratico da sottoporre al CPP; se il CPP approva, le Commissioni stesse contattano i responsabili dei gruppi e mantengono vivo uno scambio di informazioni tra i gruppi e tra le Commissioni stesse.
4) Conduzione ed efficienza operativa del CPP Bisogna aumentare il numero degli incontri: 5-6 nell’arco di un anno. Ipoteticamente 2 prima di Natale e 3-4 nel periodo dopo, tenendo presente che bisognerebbe prevedere un incontro a giugno per individuare già gli obiettivi delle Commissioni per l’anno pastorale seguente. Nell’incontro di settembre si espongono già le idee e i programmi in modo che da ottobre si possa partire con tutte le attività. Gli incontri del CPP, almeno quelli “in itinere” potrebbero essere integrati con un incontro di preghiera o di meditazione iniziale per sottolineare lo “stile cristiano” con cui il CPP si impegna a lavorare e non ultimo aggiungo, per essere illuminati dallo Spirito Santo nelle scelte che andrà ad operare per il bene comune della comunità.
Per una migliore visibilità del CPP e dei gruppi sarebbe bene sfruttare le opportunità offerte dal sito della Parrocchia. Sarebbe bene che tutti i gruppi trovassero spazio per animare le messe, in modo da farsi conoscere alla Comunità, creando l’opportunità perché qualcuno si avvicini. Continuare la tradizione del canto della “Chiara stella” nel periodo natalizio, fatta dai vari gruppi nelle varie vie del paese. |
| Ultimo aggiornamento Domenica 19 Ottobre 2008 14:37 |









